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Laboratorio teatrale


Pinocchio nel fuoco

Lo spettacolo "Pinocchio nel fuoco" è l'esito del laboratorio teatrale proposto ai ragazzi dell'istituto comprensivo "A. Mario" di Lendinara e si basa sulla poetica e sulle metodologie del teatro-educazione.

Il movimento del teatro-educazione non ha delle metodologie schematiche, fisse, ma sono sempre a servizio della comunità che ne fa richiesta e viene ispirata da tre principi fondamentali: il fare, il vedere e il parlare. 
Fare: i partecipanti agiscono praticamente, col corpo, con la voce, con gli oggetti, nella fase di emersione laboratorio e "fanno" lo spettacolo che è emerso dal laboratorio.
Vedere: i partecipanti vengono stimolati ad andare a vedere spettacoli, e guidati nell'educazione alla visione, con l'obiettivo di creare degli spettatori consapevoli.
Parlare: l'esperienza pratica svolta ha sempre un momento di riflessione, in cui far decantare quanto fatto e rendere consapevoli i ragazzi su quello che fanno e dicono.
Seguendo questi principi e l'idea di sperimentazione del teatro di comunità, il laboratorio ha previsto la parte principale per i ragazzi della scuola, ma anche momenti di incontro per insegnanti e per i genitori, oltre che a un momento di laboratorio aperto alla cittadinanza: tutti momenti in cui lo scambio, la discussione e la relazione sono stati centrali. Tutte le esperienze fatte, tutte le riflessioni, i gesti ricorrenti, i temi più sentiti sono entrati a costituire la scrittura scenica dello spettacolo: scrittura scenica perché il lavoro non è solo la stesura di un copione, ma anche di resa scenica, per dirla banalmente, ossia un momento in cui tutti i coefficienti scenici (musica, costumi, gesti, posizioni) concorrono a costruire il senso finale del lavoro. 
"Pinocchio nel fuoco" è uno spettacolo sulla paura del giudizio e sul tentativo di superarla attraverso la relazione con l'altro, basato sulla storia di Pinocchio che non viene seguita alla lettera, narrativamente, ma come pre-testo, come simbolo, come metafora: gli adulti sono, di volta in volta, Geppetto, il Grillo Parlante, la Fata turchina, ognuno con una sfaccettatura della relazione che un ragazzo sente con gli adulti. Il tentativo è una sintesi poetica di tutte le esperienze del laboratorio, una continua suggestione che, solo apparentemente, non ha uno sviluppo logico. 
I ragazzi in scena sono quasi cento, un numero importante, che dimostrerà come si può fare teatro includendo tutti, dando a tutti un ruolo importante, perché tutti sono stati parte di un processo difficile, intenso, divertente, a seconda dei vari momenti.
La speranza è di aver lasciato un segno di dubbio in particolare sul tema delle relazioni, perché i ragazzi si possano interrogare su quello che sentono, che fanno, che pensano.
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