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Cenni sull’istruzione pubblica a Lendinara

La generosità di Anna Bollato Falconetti precorre in modo illuminato i tempi della scuola pubblica a Lendinara. Nel 1434 fece edificare la chiesa di S. Anna, destinandovi a custode un sacerdote secolare, provveduto di un cospicuo beneficio (derivante da 60 campi di sua proprietà in Saguedo), purché si occupasse gratuitamente della pubblica istruzione (elementare e ginnasiale). Erano tempi (e lo saranno ancora per qualche secolo) in cui l'istruzione era riservata ai ceti abbienti che potevano pagarsi i maestri. Un apprezzabile (e talora considerevole) effetto sulla pubblica educazione era peraltro esercitato dai centri monastici, in particolare a Lendinara quelli dei Minori conventuali di San Francesco (dagli inizi del Duecento) e degli Olivetani del Pilastrello (dal 1578), mentre per l'istruzione delle ragazze primeggiavano le benedettine di Sant'Agata (dalla fine del Quattrocento).

Nel 1629, alla morte del mansionario di S. Anna don Gaspare Arquà, il vescovo di Adria Antonino Papafava divise per tre il beneficio, assegnandone una metà ad un sacerdote che portava il titolo di superiore, e l’altra metà suddivisa in due parti assegnate ad altri due beneficiati. Fu così aumentato il numero dei docenti. Nel 1677, alla morte di don Matteo Catti, la metà del beneficio venne divisa in due parti, per cui quattro sacerdoti da allora godevano dell’intero beneficio Bollato Falconetti. Nel 1755 gli obblighi dei mansionari di S. Anna vennero fermamente richiamati, su invocazione del Consiglio Cittadino, sia dal doge che dal vescovo (addirittura mons. Speroni nel 1768 minacciò la sospensione a divinis a chi di loro si sottraeva ai compiti dell’istruzione). Nel 1783 alla morte di don Nicola Celotti, su richiesta degli altri tre mansionari, il beneficio fu diviso in tre parti (le deliberazioni del Consiglio cittadino furono adottate nelle adunanze del 29 luglio 1783 e del 25 aprile 1784). Le scuole di S. Anna furono allora riorganizzate per gli studi di grammatica, umanità, retorica e filosofia, secondo quanto approvato con decreto del Senato veneto in data 31 marzo 1786.

Chiusi tra fine Settecento e inizi Ottocento i principali monasteri lendinaresi (gli Olivetani nel 1771, i Francescani Conventuali nel 1785, le Benedettine nel 1810), la ventata rivoluzionaria giacobina diffuse anche in Italia una preoccupazione nuova per la pubblica istruzione sentita finalmente in senso moderno come un diritto per i cittadini e un dovere la sua organizzazione da parte dell'autorità pubblica. Si ha notizia a Lendinara di una scuola elementare maschile fondata nel 1808 da un sacerdote, don Vincenzo Pighi. Nel 1813 il maestro riceveva uno stipendio annuo di 400 lire italiane.

Subentrato il regime austriaco, la scuola fondata da don Pighi fu riconosciuta come “elementari minori(notificazione governativa del 7 dicembre 1818). Con decreto governativo 5 gennaio 1830 la Scuola Elementare Minore Maschile Comunale venne dichiarata “maggiore” (quindi con degli oneri a carico dello Stato), in modo che la gioventù potesse poi applicarsi allo studio delle scienze e delle arti, passando alle ginnasiali (garantite dai mansionari di S.Anna) od alle tecniche. Don Vincenzo Pighi morì il 14 gennaio 1830. Gli subentrò come direttore don Domenico Manfrin, di soli 22 anni, che fu responsabile dell'istituto per oltre vent'anni. In questo periodo si distinse come ispettore scolastico provinciale il lendinarese Pietro Perolari Malmignati (che fu anche deputato presso la Congregazione Centrale in Venezia).

L'istruzione femminile, che fino al 1810 era garantita dalle benedettine di Sant’Agata, veniva per lo più impartita presso maestre private. Un decreto governativo del 29 gennaio 1836 riconobbe una scuola “elementare femminile autorizzata”, in cui si distinse la maestra Giulia Gherardini.

Per volontà di Francesco Marchiori (e successivamente per donazioni delle sue sorelle Maria Giuseppina e Caterina) il 6 marzo 1834 i padri Cavanis (che avevano la loro sede a Venezia) aprirono a Lendinara un istituto scolastico, ubicato in un edificio di nuova costruzione posto a fianco di Sant'Agata, immediatamente a nord dello stabilimento Ballarin. Dapprima fu assicurato l'insegnamento ginnasiale. Nel 1850-51 i Cavanis aprirono anche un corso di scuole elementari. Ma per ottenere il riconoscimento della licenza gli allievi dovevano fare gli esami come privatisti a Rovigo presso la Regia scuola elementare. Per cui nel 1855-56 l’elementare presso i Cavanis cessò.

Dal 1842, su proposta dell’autorità comunale, ai mansionari di S. Anna si addossò l’obbligo dell’istruzione nelle scuole elementari comunali in quanto il loro ginnasio era in più rispetto a quello dei Cavanis. Il concordato del 18 luglio 1855 ribadì il carattere confessionale della organizzazione scolastica della scuola austriaca, con gli insegnanti soggetti alla vigilanza dell’autorità ecclesiastica.

Allo spirare del regime austriaco a Lendinara erano presenti, oltre ad alcune scuole private (soprattutto femminili): una scuola elementare femminile autorizzata; una scuola elementare maggiore (presso cui insegnavano anche i mansionari di S. Anna), il ginnasio dei Cavanis.

Con l'unione del Veneto al resto d'Italia, i Cavanis - che si erano costituiti in regolare corporazione religiosa, salutata a Lendinara con solenne funzione il 6 ottobre 1860, alla presenza del vescovo di Adria conte Camillo Benzon - per la legge 7 luglio 1866 furono soppressi. Se ne andarono definitivamente dalla città, dopo peripezie e resistenze, solo nel 1896. Le rendite di un fondo di proprietà delle sorelle Marchiori, assicurate all'Istituto Cavanis, furono devolute alle scuole primarie. Con la chiusura dell'Istituto Cavanis, Lendinara perse il ginnasio e non portò a risultati concreti la proposta della Giunta al Consiglio Comunale nella sessione dell'autunno 1869 di aggiungere una cattedra di lingua latina e greca al corso elementare.

Per iniziativa soprattutto del Sindaco Domenico Marchiori si volle introdurre una scuola tecnica. Si ottenne l’autorizzazione dal R. Ministero della Pubblica Istruzione con decreto 21 gennaio 1867. La scuola tecnica fu aperta ufficialmente l’11 febbraio successivo, ottenendo la regificazione nel 1887, anno in cui fu intitolata al poeta “G. B. Conti”. Nelle prime due classi si insegnava fra l'altro geografia, storia lingua italiana, matematica, disegno, calligrafia e lingua francese. Fra i docenti: lo stesso sindaco (che insegnava francese) e il prof. Riccardo Cessi di Dosolo (MN) per il disegno (è l'autore della bella riproduzione della carta del Mazzante, oggi conservata nel locale antistante la Sala Canoziana).

Il nuovo istituto venne allogato nel fabbricato ex Cavanis, diventato di piena ragione comunale dopo la permuta avvenuta il 18 febbraio 1878 fra il Comune e i consorti Marchiori dei due stabili “ex Cappuccini” e “Scuole Cavanis”. In tempio diversi furono effettuati lavori di riduzione e restauro del fabbricato per uso sia delle scuole Elementari Maggiori maschili che della scuola tecnica.

Nel 1874 sorse l’asilo infantile, sovvenuto dal Comune e dalla Carità cittadina. L’asilo possedeva lo stabile dove aveva la propria sede (prospiciente l'attuale via Conti) ed una villa con sottostante terreno, situata a poco più di un chilometro dalla città, ereditata l’anno 1914 dalla lendinarese Irma Marchiori di Pietro, maritata De Zinis.

Sul finire del secolo, per iniziativa del mondo cattolico, sorsero nelle parrocchie cittadine due scuole private (comprendenti scuola materna e scuola elementare). A S. Biagio nel 1892 le suore dell’Ordine Missionario della Nigrizia fondarono l’Istituto Santa Caterina, reggendolo per oltre un secolo. Nella parrocchia di S. Sofia le suore di San Giovanni Bosco dettero vita nel 1919 all’Istituto Immacolata, tuttora operante.

Con l'avvento del periodo fascista la scuola post elementare trovò una nuova sede (tra via Canozio e via Marconi) e una fase travagliata di cambiamenti. La Scuola tecnica fu dapprima soppressa. Nel 1922 fu istituita una Scuola Complementare di soli tre corsi, poi convertita in Scuola Secondaria di avviamento al lavoro a tipo agricolo G. B. Conti. A fianco di detta scuola dal 1940 prese a funzionare una Scuola professionale a tipo industriale. Nello stesso edificio nel 1930 fu inaugurato un nuovo Ginnasio comunale integrato cui si accedeva con diploma di ammissione alle Scuole Medie di I grado (apriva poi le porte delle migliori scuole rodigine vale a dire il Ginnasio -Liceo Classico statale, il Liceo Scientifico, l’Istituto Tecnico, l’Istituto Magistrale). Nel 1932, per iniziativa del Municipio, venne creato l’Istituto Tecnico Inferiore, di quattro anni. Nel 1935 fu inaugurato un nuovo fabbricato, contiguo alla sede di inizio Novecento, ad uso specifico dell'Istituto Tecnico inferiore e della Scuola di avviamento. Con la legge Bottai (1° luglio 1940, n. 899) furono unificati i corsi inferiori del ginnasio, degli istituti tecnici, dell’istituto magistrale, nella scuola media (triennale). Accanto ad essa continuò a funzionare la scuola d’avviamento.

Nel 1950 la scuola media divenne Scuola Media Statale. Nel 1957 fu intitolata ad Alberto Mario. Nella sala d’ingresso dell’istituto campeggia un medaglione raffigurante il patriota con questa epigrafe:

ALBERTO MARIO

Haec schola dicata
Te discipule excipit cotidie
Cognitionis lumen et scientiae
Tuo ut donet animo
Deum dilige parentes honora
Semperque nomina eorum cole
Patriam qui vita doctrinaque
Illustrarunt
Idibus Majis MCMLVII
(Dedicata ad Alberto Mario
questa scuola, o allievo, ti accoglie ogni giorno
per donare al tuo animo il lume dell’istruzione e della scienza.
Ama Dio, onora i genitori,
e sempre venera i nomi di coloro
con la vita e l’intelletto resero onore alla terra natale.
Idi di maggio 1957)

 

Più o meno nello stesso periodo le scuole elementari vennero dedicate a Francesco Antonio e Giacomo Baccari, insigni architetti che tanto fecero per la città tra la fine del Settecento e gli inizi dell’Ottocento.

Con la riforma della scuola media del 1962, fu abolita la Scuola di avviamento al lavoro. Il resto è storia di oggi. Nel 1970 fu fatto il tentativo di creare un biennio di Scuola Media superiore (liceo scientifico). Fu successivamente riproposto nell' indirizzo tecnico come sezione staccata del “De Amicis”di Rovigo. Diventato autonomo nell’anno scolastico 1980/81, per la contrazione dei corsi, il “Conti” fu successivamente aggregato all’Istituto Einaudi di Badia Polesine. Le medie divennero nell’anno 2006/2007 Istituto Comprensivo, accorpando amministrativamente le elementari e le materne di Lendinara e di Lusia.

 

Pier Luigi Bagatin
direttore
della biblioteca comunale
“Gaetano Baccari”
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